Flightscope X2
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marzo 16, 2021
Molto spesso vedo giocatori che per cercare di copiare alcune posizioni di swing dei grandi campioni finiscono per rovinare il loro gioco. Questo avviene perché è sbagliato isolare dei singoli fotogrammi in un gesto come quello golfistico in cui ogni azione è concatenata ad un'altra e non si può creare una posizione senza conoscere la causa che la deve generare. Il più grande fraintendimento riguarda, secondo me, la ricerca del “lag”, cioè quel momento magico, quando si sta tornando a colpire la palla, in cui si forma un l’angolo tra i polsi e la testa del bastone. Nei grandi campioni questa azione è molto evidente e allora molti amateur cercano di copiarla ma lo fanno nel modo sbagliato.
Molti pensano infatti che questa posizione si costruisca caricando i polsi nel backswing, e tenendoli bloccati nella stessa posizione fino all’impatto. Niente di più sbagliato. Creare un giusto “lag” non significa mantenere ma vuol dire diminuire, in termini di misura angolare, l’angolo di flessione dei polsi rispetto alla posizione formatasi all’apice del back-swing. Questo, permette di creare quel ritardo della testa bastone rispetto alla posizione delle mani che è vitale per far viaggiare il bastone veloce e mandare, di conseguenza, la palla lontana.
Nell’immagine qui sopra potete apprezzare come, in uno swing corretto, l’angolo creato tra i polsi e la testa del bastone all’ apice del backswing, sia molto più ampio di quello che si viene a creare quando il giocatore si muove per tornare a colpire la palla. Questo vuol dire che i polsi si sono mossi, non sono stati assolutamente fermi. Per evitare fraintendimenti, però, vi voglio dire che, questa azione non viene eseguita con le mani, ma i polsi prendono vita grazie ad un movimento riflesso dato dallo spostamento di una altra parte del copro. Quale? Le gambe. Sì, per creare “lag” .e quindi aumentare la velocità della testa del bastone bisogna saper muovere bene le gambe, è proprio così ora vi spiego come funziona. Nel movimento di backswing il nostro torso ruotando crea forza centrifuga e lancia, con tale gesto, le braccia verso destra trasferendogli tantissima velocità. Il backswing termina, quando avviene il contro movimento della parte bassa che produce lo spostamento del peso che, portato nel backswing sul piede destro, deve tornare sulla gamba sinistra con una convinta e decisa azione di gambe, glutei e fianchi.
Questa azione interromperà la salita delle braccia e gli darà l’abbrivio per la discesa. Il bastone, però, rispetto alle braccia, essendo più lungo e più pesante, avrà incamerato molta più velocità periferica, quindi subirà il cambio di direzione, dato dalle gambe, molto più lentamente, continuando per un tempo infinitesimale a viaggiare verso la direzione impressa dal busto nel backswing, cioè verso l’alto. Assecondare questa azione di ritardo di movimento del bastone con i polsi creerà, il “lag”. Perciò i polsi e le braccia devono essere rilassate mentre le gambe devono essere attive e prendere il controllo del down-swing. Se avete problemi con questa parte del gioco vi consiglio di venire a provare una sessione di allenamento con il k-Vest, l’unico sistema che fa “sentire” i movimenti corretti da eseguire, per provare lo speciale programma di allenamento da me creato per ottimizzare il vostro “lag”.
A presto.