L’Honda Classic, l’ultimo evento del Florida Swing, accoglie i giocatori nella sua casa a Palm Beach Gardens, facendogli trovare il percorso Champion preparato alla perfezione. Un par 70 dal fascino indiscutibile, tanti ostacoli d’acqua e greens dalle mille pendenze. Questo campo nasce su disegno dei fratelli Fazio ma è la mano di Jack Nicklaus a dargli carattere e spessore, sarà lui a creare la famosa "Bear Trap", la trappola dell’orso che si compone di 3 buche che hanno un po’ lo stesso scopo dell’Amen Corner del Masters, far venire la tremarella ai giocatori. La prima è la 15 un par 3 da 180 yards tutto sull’acqua, con un green a penisola appena sopraelevato con un anello di rocce a respingere in ostacolo le palle corte. La 16 uno dei par 4 più difficili sul Pga tour, un dog-leg di 438 yards con il fairway che pende tutto verso l’ostacolo d’acqua che sta lì pronto ad accogliere i drive sbagliati. Per i fortunati che avranno preso il centro della pista, rimarrà un secondo colpo da 200 yard che dovrà volare un grandissimo bunker posto a difesa del green. La 17 un par 3 da 164 yard, dal battitore si ha un unico posto dove far atterrare la palla: il green, il resto della buca è tutto acqua.
La zona di atterraggio è larga solo 30 piedi e quando, quasi sempre in questa stagione, il vento soffia forte di traverso è quasi impossibile da centrare. Chi esce vivo da questo girone infernale senza aver buttato neanche una palla in acqua potrà tirare un sospiro di sollievo e cercare il birdie sul corto par 5 della 18. L’australiano Jones va in testa nel primo giorno con il giro record di 61 colpi, nessun bogey e 9 birdie, mettendo lui l’orso in trappola. Il secondo giorno però non riesce a ripetersi e chiude con un 70 che lo fa scendere al secondo posto a 3 colpi dal leader Aron Wise che con un gioco molto regolare sigla due 64 finisce a -12 divenendo uno dei 3 giocatori, da quando l’Honda Classic si è traferito in Florida a finire in doppia cifra dopo due giorni di gara. Prima di lui ci furono nel 2014 Rory McIlroy con -11 e Brandon De Jonge nel 2015 con -12 nessuno dei due vinse il torneo, mi raccomando però non ditelo a Wise. Brandon Hagy tallona il leader da vicino con una splendida rimonta nel secondo giorno grazie ad un giro in 62 che lo porta a – 9 per il torneo, non male per un giocatore che non doveva neanche essere qui. Si, è stato chiamato all’ultimo momento a seguito della disdetta di un altro giocatore, ha preso un volo ed arrivato, senza fare i giri di prova, direttamente il giovedì per giocare.
Il capitano della Ryder Cup Steve Stricker ha sparato 71 ed è a - 3. Padraig Harrington, capitano della squadra europea di Ryder Cup di quest'anno, ne ha tirati 78 e ha mancato il taglio. Così ha fatto Lee Westwood, che usciva da due secondi posti consecutivi al Bay Hill e al PLAYERS Championship. Lee ha dichiarato che gli è dispiaciuto di aver mancato il taglio ma era indubbiamente stanco e perciò tutto sommato non è male potersi concedere un fine settimana di riposo per affrontare con più convinzione il WGC-Dell Technologies Match Play.
Il sabato è il vento a rimescolare le carte. I green si induriscono e la palla è impossibile da fermare e il primo a farne le spese è Aronn Wise, che con un doppio bogey alla 6, e 4 bogey sulle seconde 9, firma uno score di 75. Brandon Hagy inizia con 4 bogey nelle prime nove per poi cadere preda della trappola dell’orso con un 5 alla 15, finendo il terzo giro in 76. Matt Jones con 2 bogey e 3 birdie chiude in 69 e si riprende la prima posizione. La domenica, vede Aronn Wise scendere in campo con la faccia cattiva e un gioco aggressivo, vuole riprendersi i colpi persi nella giornata di sabato. L’inizio non è male, parte con 3 birdie nelle prime 5 buche che lo riportano a 2 colpi da Jones che però risponde, tenendolo a distanza, finendo -1 le prime 9 buche. Forse la voglia che Wise ha, di di recuperare a tutti i costi i colpi persi lo fa essere troppo nervoso e alla 10 abbiamo il primo segno di cedimento. Fa un triplo bogey senza perdere palla ma giocando a ping-pong sul green con quattro putt che gli tagliano le gambe e il morale. Da li in poi non farà più birdie, anzi rimarrà incastrato nella tagliola dell’orso e con un 6 alla 16 dirà addio ai sogni di gloria. I nervi di Matt Jones, rimangono saldi e con un gioco regolare fino alla diciottesima buca siglerà un 68 finale che gli varrà la vittoria. Rimanete collegati per seguire insieme il WGC-Dell Technologies Match Play.