Ben tornato Rory McIlroy

The Masters – La storia di un Torneo Mitico
gennaio 6, 2021
Come migliorare il tuo swing
gennaio 12, 2021

Ben tornato Rory McIlroy

La sua ultima vittoria era arrivata al WGC-HSBC Champions nel 2019 in Cina, e da lì era iniziata una corsa trionafale che lo aveva visto finire tra i primi 5 in sette tornei consecutivi fino all’Arnold Palmer Invitanatinal, permettendogli di mantenere la leadership nella classifica mondiale. Poi era arrivata la pandemia e anche il golf aveva dovuto chiudere i battenti. Quando si è potuto finalmente tornare a giocare Rory non era più quello di prima, il suo gioco non funzionava più, ammetterà che lo shut down di 13 settimane lo ha provato e il suo rientro in campo è conciso con prestazioni deludenti e una miriade di tagli mancati che lo faranno crollare al 15 posto nella classifica mondiale, posto più basso mai ricoperto dal 2009. “Non è stato semplice tornare a vincere” ha dichiarato, anche se a mio avviso non c’era bisogno di tale dichiarazione, aveva già detto tutto con il suo tee-shot alla 18 quando, con due colpi di vantaggio sull’inseguitore, gli viene il “braccino” e la paura di vincere gli fa tirare un gancio che porta la palla dentro l’ostacolo d’acqua di sinistra. Da lì, nonostante la palla fosse giocabile, perché comunque era fuori dall’acqua, decide comunque di droppare perché, così si carpisce da un dialogo con il caddy, ha paura che, essendo troppo aggrovigliata nell’erba alta, non riuscirà a farla decollare. Grandissima prova di umiltà da parte di un grande campione, consiglierei la stessa umiltà a molti miei allievi che spesso, pensandosi dei Rory della domenica, cercano di tirare delle palle da posizioni impensabili per non affrontare l’onta di un colpo di penalità. Mentre invece la penalità pagata da McIlroy gli permetterà di mettere la palla in un posto più comodo e così colpirla con più facilità e farla arrivare in green, dove con due putt si porterà a casa il torneo, il primo da papà e, di risalire al settimo posto nella classifica mondiale. Certo a guardare le sue statistiche c’è poco da stare tranquilli, il quattro volte campione Major ha centrato solo 3 dei 14 fairway nella giornata di domenica e solo 19 su 56 per la settimana. Il problema dell’accuracy del suo drive va assolutamente risolto e per questo ha ingaggiato un nuovo coach Pete Cowen, che ha lavorato con diversi giocatori, tra cui Henrik Stenson, Brooks Koepka, McDowell, Woodland e Padraig Harrington. "Le Ferrari hanno bisogno di manutenzione", ha detto Cowen intervistato, e forse anche di qualche modifica strutturale, aggiungo io per riuscire a far sì che la palla del nord-irlandese atteri con più continuità in fairway, così da poter sviluppare al meglio il suo gioco e tornare ad essere uno dei punti di forza della squadra Europea di Ryder Cup. Rory si è detto molto contento di aver visto il pubblico tornare numeroso in campo e lo ha ringraziato per il supporto che gli ha tributato. “Giocare con il supporto del pubblico è qualcosa di unico” ha detto, è assolutamente vero lo sport è passione, tifo e senza la presenza del pubblico si perde qualcosa ed è così anche quando il pubblico sta in silenzio. Sì perché quando Rory alla 18 era finito con la palla nell’ ostacolo d’acqua è calato un silenzio irreale, era palpabile nell’area che il pubblico soffrisse per il momento di difficoltà del suo beniamino, un silenzio carico di umanità, niente a che vedere con il silenzio spettrale del campo deserto a causa del Covid. Speriamo che la vittoria di Rory significhi una rinascita per questo grandissimo campione e anche per archiviare un’era così triste per lo sport e per il mondo tutto, quella dovuta alla pandemia.